Il romitaggio di Santa Giustina sorgeva a sera del paese di Dermulo nella viva roccia.
Di esso e della cappella dedicata ai Santi Giustina e Cipriano non restano che ruderi.
Secondo una tradizione, nella grotta sarebbe vissuto il monaco frate Secondo da Trento che è
considerato il primo storico trentino (morto nel 612).
Altra suggestiva legenda: quella del filo d'oro sopra il burrone, usato dal romito.
L'eremo è nominato la prima volta nel 1537, ma è assai più antico. Fu abitato fino al 1782.